Sulla Domenica del Sole 24 Ore di ieri c’è un lungo articolo di Laura Leonelli dal titolo “Mio papà, l’occhio di Hitler”.
La giornalista ha incontrato a Berlino Hans-Peter Frentz, figlio di Walter Frentz, cameraman e fotografo personale di Hitler. La storia di Frenz ha molti aspetti interessanti. Da un lato il cameraman che, dopo aver collaborato con Leni Riefenstahl (fu direttore della fotografia del film Olympia), divenne nel 1938 fotografo del quartier generale tedesco. Poi la rimozione del passato e il lavoro alla televisione tedesca come documentarista. Infine la riscoperta della storia da parte del figlio e (nel 2004, alla scomparsa del padre) l’apertura dell’archivio agli storici .
Nell’articolo, e soprattutto nel commento di Emilio Gentile (dal titolo “A colori sembra più umano”), si mette anche l’accento sulla differenza tra queste foto e l’iconografia ufficiale.